Che magico mondo quello della moda. Quante speranze, sogni e desideri. “Mio figlio è da copertina!

Non è perché sono la mamma ma è oggettivamente bellissimo.

Tutti mi dicono che deve fare il modello.”

L’opinione di tante mamme si sostituisce a quella dei professionisti del settore, tutto a un tratto talent scout, casting directors, fotografi e agenti sembrano figure superflue quando tuona la voce autorevole di una madre, giustamente, innamorata del figlio che afferma: è nato per fare il modello. Ok, ma dove si colloca il bambino o la bambina in questo quadro? In una posizione assai delicata, o meglio in una situazione per niente adatta all’infanzia.

Imbattersi in un NO durante un casting è frustrante e può anche minare all’auto stima e la visione del sé.

la responsabilità genitoriale in questo non ha limite.

Gli operatori dello spettacolo a contatto con minori devono mostrarsi particolarmente sensibili e comprensivi, devono pur sempre però fare il loro lavoro, e fare un casting significa semplicemtne scegliere.

L’unico modo per evitare quindi spiacevoli NO nella crescita di un bambino è porsi delle domande prima di candidarsi per un casting

  1. mio/a figlio/a corrisponde ai canoni richiesti - questi i più delle volte riguardano altezza e taglia, ma possono diventare molto specifici come colore di capelli, colore degli occhi e così via ...

  2. mio/a figlio/a qual ora venisse scelto sarebbe felice di fare il lavoro per cui lo sto candidando?

  3. mio/a figlio/a si diverte durante i casting?riesce a restare sereno durante lunghe attese e non sentirsi sotto pressione mentre viene palesemente giudicato?

  4. mio/a figlio/a ha l’età che stanno cercando?

In questo post non affermiamo minimamente che esistono bambini che non hanno i canoni giusti, perché il giusto non esiste e la bellezza è un concetto talmente trasversale che non può essere imprigionato in un’unica descrizione.


quello che per molti genitori è un Gioco non lo è per i loro figli, l’orgoglio e l’auto compiacimento non deve essere la condanna per un minore.

un genitore responsabile ha il dovere di iniziare il lavoro di casting da casa e quindi invece di affermare deve sapere chiedere. Chiedere a se stesso: mio figlio è da copretina? Valutare poi in totale indipendenza la corrispondenza tra i requisiti richiesti e la candidatura che si può offrire.

Casting significa scegliere, significa attribuire un determinato ruolo a una determinata persona in base e determinate caratteristiche. Cari genitori, prima di candidare i vostri figli controllate che le caratteristiche richieste siano affini a quelle dei vostri figli, perché i casting NON SONO UN GIOCO PER BAMBINI.



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Aggiornato il: set 2

Durante l’emergenza covid19 lo staff di casting kids studios trova un nuovo modo di interazione con i suoi membri. Sulla pagina Instagram castingkids_studios apre una nuova sezione IGTV, dove settimanalmente vengono caricati video tutorial rivolti ai genitori che vogliono curare la pagina Instagram di un baby model. Si tratta dei primi e unici video corsi in italiano, totalmente gratuiti, che formano baby e kids fashion influencers. Si tratta di video con tematiche specifiche rivolte concretamente alle questioni che più appassionano i genitori. Si parla di disposizioni di legge per tutelare i minori online, di metodi per emergere sui motori di ricerca grazie alla ricerca organica, come aumentare i follower e avere solo follower di qualità, come mettere in contatto il profilo del influencer con potenziali investitori e tanto altro ancora. I nuovi video vengono rilasciati il mercoledì di ogni settimana e nei commenti potrete fare domande, lo staff di casting kids studios risponderà ad ognuna.




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Guccification a parte, discutibile tanto quanto di successo, siamo davanti a un cambio epocale della comunicazione pubblicitaria. La crescente targhetizzazione e capacita di rivolgersi a un pubblico sempre piú specifico secondo strategie di marketing multi mediali ci allontana definitivamente dai concetti come massa, normalità, media, maggioranza. Non dobbiamo parlare più a uno stereotipo bensì il discorso diventa ONE TO ONE, sia un dialogo tra parsone o tra un brand è le persone non importa. Torniamo un attimo negli anni 90, freschi di tutto quel mondo colorato ed esasperato degli anni 80, CALVIN KLEIN improvvisamente spoglia attori, modelli, set. Senza colore, senza trucco, senza narrazione il ritratto della perfezione (ricordiamo tutti l’iconica Kate Moss con Mark Wahlberg) diventa essenziale. Calvin Klein introduce una nuova estetica e la porta avanti per decenni, fino al abbraccio tra Justin Bieber e Lara Stone. Nel frattempo il gusto anni 90 così glam e così trash si fa di nuovo strada, si torna al bold, al bright al big, improvvisamente Calvin Klein risponde nuovamente con la sua essenziale eleganza: CK ONE, che ci ha fatto sognare con réclame fatte di sensazioni, diventa CK EVERYONE. Ci troviamo in un punto cruciale della comunicazione, non siamo tutti, non siamo nessuno, siamo ognuno a modo proprio. Gli stereotipi comunicativi vengono meno e questo inevitabilmente si traduce nella richiesta di VOLTI UNICI. La Moda oggi cerca modelli e modelle con una storia e una identità più che lineamenti perfetti. La perfezione si è dispersa tra filtri e ritocchi, tra volgari esasperazione del fake. Castingkids studios intercetta questo trend sul nascere e nei suoi casting pone il focus su volti che non entrano negli stereotipi e che non rispondino all’ennesima e ridondante idea di normalità.

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